L’ICANN giovedì si riunirà per porre rimedio ad una disputa che va avanti da tempo. Le estensioni dei domini stanno per esaurirsi, e l’agognato IPv6 stenta a decollare, come ovviare dunque a questo problema? La soluzione ci sarebbe ed è proprio quella su cui fra pochi giorni delibererà l’ICANN, ovvero sulla liberalizzazione dell’estensioni dei nomi a dominio. Fino ad ora l’ICANN al riguardo ha operato seguendo una linea molto dura, infatti attualmente come estensioni per i domini possono essere utilizzate sigle dei Paesi ".it", piuttosto che sigle riguardanti il settore commerciale ".com" o organizzazioni istituzionali ".org", ed ecco la svolta dal 2009 potrebbero già essere utilizzabili nuove estensioni domini, riguardanti non solo settori ben precisi, ma anche personalizzazioni individuali . L’idea dell’ICANN è quella di aumentare in maniera considerevole il numero dell’estensioni dei domini. In questo modo sarà possibile, per chi lo desidera, esprimere la propria individualità on-line. Insomma potrebbero nascere nuovi domini come il .love oppure il .bank, o il tanto discusso .xxx (un vero e proprio quartiere a luci rosse nel web), ognuno dei quali andrebbe a occupare un settore predefinito, ma potrebbero anche essere registrati domini di primo livello ancora più personali tipo “.tuocognome”, senza dimenticarci che ogni Stato potrebbe decidere di registrare la propria estensione di dominio con dei caratteri diversi da quelli latini e più confacenti la propria cultura e lingua. Certo il tutto verrebbe sempre controllato dall’ICANN, il quale continuerebbe a decidere l’opportunità di dare il via o meno a determinate estensioni. Comunque attivare un dominio di primo livello non sarà certo alla portata di tutti, ma soltanto delle Nazioni e delle grandi multinazionali, dato che la cifra per registrare un dominio di primo livello si aggira sui 50.000 mila dollari al proponente. Se dovessero nascere delle dispute su una qualsiasi estensione l’ICANN provvederà a mettere il dominio di primo livello all’asta, in modo che sia il maggiore offerente a portarselo a casa. Il capo esecutivo, Paul Twomey, ha dichiarato che l’ICANN è pronto all’apertura di nuove frontiere, ma che comunque continuerà a sorvegliare e ad intervenire se un dominio verrà considerato un problema per quello che concerne le norme morali e l’ordine pubblico. E l’alto prezzo chiesto dall’ICANN per la registrazione di un dominio di primo livello sta proprio ad indicare la volontà di mantenere sempre sotto controllo i domini nel web.
Autore: Loginstudio
Ultimo aggiornamento: 24/06/2008

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